fond_Stromatoliti

SUD AMERICA

cochabamba_sezione


In occasione del “pellegrinaggio” annuale all’esposizione di Minerali e Fossili che si tiene a Liegi nel mese di Novembre, ho avuto modo di acquistare alcune interessanti stromatoliti, e con un poco di fortuna, sono riuscito a trovare un esemplare (tipo Cryptozoon, utilizzando il termine morfologico che le definisce) proveniente da Cochabamba, Distretto di Cochabamba, in Bolivia.
Dimensione della sfera: 8cm
Questo esemplare, lucidato e lavorato a forma di sfera (diametro 6cm) é datato tra i 2.2 e 2.4 Miliardi di anni, cioé al Paleoproterozoico inferiore secondo il sito EDCOPE.
Da comunicazione di un collega geologo boliviano, questa datazione (nonostante si rinvenga con una certa frequenza su Internet) non é probabilmente corretta. Infatti i terreni piu’ antichi che si rinvengono in Bolivia, risalgono al 1.1-1.25 Miliardi di anni, ed appartengono alla cintura neoproterozoica orogenica di Tucavaca. Ho cercato informazioni piu’ precise sul sito da cui provengono questi esemplari, ma stranamente non esiste nulla si pubblicato. Quindi raccomando di prendere con MOLTA attenzione le datazioni che si rinvengono su Internet (questo vale anche per il mio sito, non certo immune da errori!).
La morfologia é assai caratteristica, con un bel banding bruno scuro/nero, intervallato da livelli piu’ chiari; non é raro rinvenire queste stromatoliti nei banchi di “bigiotteria” nelle differenti esposizioni.
Ad un piu’ attento esame del campione (pagato la ridicola cifra di 10€) emergono particolari molto interessanti.

Nell’immagine a sinistra é ricostruita una sezione stratigrafica lungo tutto un meridiano dell’esemplare descritto.
La ricostruzione si basa su una tecnica molto semplice e “rozza”, (vedi immagine a destra) acquisendo cioé i frames necessari a coprire la superficie desiderata utilizzando una semplice webcam (Philips ToUCam Pro II a risoluzione di 640x480), ed impartendo  una rotazione di x gradi alla sfera in seguito ad ogni immagine registrata in formato jpg; dal set completo é stato creato un mosaico utilizando il software Adobe Photoshop. Ammetto che l’immagine é migliorabile, soprattutto per quello che riguarda il bilanciamento dei colori, ma in questo caso non ha importanza, trattandosi di un semplice test per visualizzazione.

In alcuni settori della colonna stratigrafica é possibile rinvenire accumuli di oncoidi, livelli in cui si osserva solo una matrice sabbiosa, una successiva messa in posto di nuove colonie algali e zone in cui il tappeto algale sembra non riuscire a svilupparsi appieno. E’ evidente che si é in presenza di diversi eventi, legati a fattori climatico-ambientali (ma anche astronomici) che hanno portato al parziale arresto della crescita, a fenomeni di insabbiamento e poi nuovo sviluppo. Gli oncoidi sono sintomatici di acque agitate od in ogni caso denotano la presenza di una certa energia del moto ondoso. Eventi legati a tempeste o variazioni del livello medio marino che possono aver modificato le condizioni locali di crescita e sviluppo.

cochabable_sfera
mosaic02
sezione_pagina_A4

Cliccando sull’immagine a destra potrete visualizzare la pagina in formato A4 in cui é riportata una semplice descrizione dell’associazione stromatolitica; nelle immagini in riquadro, un’ingrandimento del livello ad oncoidi acquisita da camera CCD e trattata per mettere in rilievo gli anelli di accrescimento dei singoli oncoidi.

Due articoli interessanti che riguardano la situazione geologico-stutturale del Cratone Amazzonico e le fasce Neoproterozoiche Boliviane potete scaricarli dai due link successivi:
http://www.episodes.org/backissues/223/174-182%20Tassinari.pdf 
http://www.vssagi.com/igcp478/AbstractsVSSAGI/249.pdf


Non presento qui una stromatolite appartenente alla mia collezione, ma un’interessante biocostruzione stromatolitica rinvenuta sull’Altipiano Boliviano, presso il vulcano Cerro Luxsar, nella Bolivia meridionale, da un mio caro amico, Fernando Caceres, validissimo geologo di terreno ed esperto in trattamento di immagini iperspettrali e tecniche di classificazione.

stromatoliti_Minchin

Le associazioni visibili nella fotografia di sinistra, sono estremamente simili a quelle che si rinvengono nella Shark Bay in Australia, con la caratteristica forma a panettone e di dimensioni da decimetriche a metriche.
Queste stromatoliti sono estremamente utili per la ricostruzione paleogeografica dell’antica linea di riva del lago che occupava tutta la zona. Nel Pleistocene qui era presente un immenso lago, il Lago Minchin, le cui acque, occupanti una superficie di circa 43.000 Km2 e presumibilmente ipersaline, lambivano il versante rappresentato nell’immagine sottostante (cliccate sulla foto estratta da GoogleEarth per ingrandire); nel centro della stessa si osserva una chiazza rosacea che corrisponde alle stromatoliti della fotografia.
L’unica testimonianza che resta di questo grande lago sono questi livelli, che si possono seguire anche nei rilievi circostanti, e la grande concentrazione di sali presenti sul fondo della valle, come si osserva nella foto panoramica in basso.

Minchin_GE_small
Minchin_panorama

...alcuni riferimenti trovati su internet...
http://www.boliviaenlared.com/html/prehistoria-bolivia.html (articolo in spagnolo, ma non difficile da capire)
http://daac.gsfc.nasa.gov/geomorphology/GEO_7/GEO_PLATE_KL-13.HTML#FigKL-13.4


Pucalithus

La stromatolite rappresentata proviene dalla Formazione di El Molino, piu’ precisamenta da Potosi in corrispondenza della sinclinale di Miraflores, strada a nord est di Potosi verso La Palka e Cayara (Bolivia).

In Bolivia é la parte inferiore della Formation El Molino, appartenente al Gruppo Puca, che sembra meglio testimoniare il periodo di ingressione marina. Frenguelli G. (1930 - Geosinclinali continentali, Boll.Soc.Geol.Ital., 49: 1-24) riferendosi al Maastrichtiano calcareo argentino estimo' che "l’ingressione marina non fu completa e persistente, ma parziale, transitoria, intermittente, temporanea o semplicemente fugace.". Nonostante l'immensità del bacino, esso era caratterizzato da una morfologia estremamente piatta e da poco profondo e sub-emergente.

Le stromatoliti della Formazione di El Molino sono state classificate da Steinmann (in Fritzsche, C.H., 1924. Neue Kreidefaunen aus Siidamerika
(Chile, Bolivia, Peru, Colombia). Neues Jahrb. Min. Geol. Paläontol., Beilageband, 50: 1-56; 313-334.) come appartenenti al genere Pucalithus [voglio qui ricordare che la tassonomia delle stromatoliti ha un valore estremamente relativo e si basa essenzialmente sulla morfologia della colonia, infatti una medesima colonia di alghe unicellulari, sviluppatasi in condizioni ambientali differenti puo' essere classificata con nomi differenti].

Queste colonie nella formazione di El Molino si rinvengono con spessori variabili tra 0.1 a 1m circa e formanti banchi sia continui che lenticolari sino alla parte sommitale della formazione. Queste colonie risulterebbero secondo certi autori essersi sviluppate in un ambiente continentale oligoalino, ma vista l'associazione spaziale con facies ad influenza marina alcuni dubbi sono recentemente emersi; si osservi inoltre che le stromatoliti risultano essere assenti nei settori piu' influenzati dagli ambienti di tipo continentale o lacustre delle formazioni di El Molino e la soprastante formazione di Santa Lucia.

Pucalithus esemplare 2

La maggior frequenza e sviluppo delle colonie comunque si rinviene all'estremità sud del bacino, lontano da un'influenza marina franca: questo suggerisce quindi l'esistenza di un ambiente particolare, calmo, riparato con una certa influenza continentale, di tipo sopratidale senso lato.

A destra é rappresentata la ricostruzione paleogeografica della regione settentrionale del Sud America nel Maastrichtiano (vedi Sempere, in stampa). Si osservi la posizione particolare occupata dalla Bolivia ed il settore occidentale dell'Argentina; un bacino di retroarco (ed avan paese) allungato comunicava con il mare aperto nella parte settentrionale (in corrispondenza dell'attuale Venezuela). Importanti corsi d'acqua (tra cui il paleo-Rio delle Amazzoni) si gettavano in questo bacino trasportando grandi quantità di materiali clastici ed acqua dolce.

Pucalithus esemplare 2
Maastrichtiano_SudAmerica

Per approfondimenti consiglio l’articolo in francese che troverete al link:
http://horizon.documentation.ird.fr/exl-doc/pleins_textes/pleins_textes_7/b_fdi_51-52/010019740.pdf
Da esso é tratto gran parte del testo di questo paragrafo.

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