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Oltre alla deformazione conica, che da l’impressione che gli oggetti (palazzi, alberi, antenne...) tendono ad inclinarsi verso l’esterno del fotogramma, secondo una direzione radiale rispetto al centro geometrico dell’immagine, anche il rilievo influisce sulla scala di visualizzazione. Se poniamo come riferimento un’asta di lunghezza nota sita sul fondovalle (evidenziata con una barra bianca nella prima figura in alto), tanto piu’ la stessa si troverà a quote elevate, tanto piu’ la sua dimensione apparente sul fotogramma sarà maggiore (barra bianca + trattino rosso) rispetto alla situazione di partenza . Il processo di ortorettificazione corregge questo tipo di errore riportando tutto su un piano di riferimento, di modo che la distanza X sul fondovalle corrisponde ad una distanza X in cima ad una montagna. Per far cio’ ci si avvale di un modello numerico del terreno possibilmente avente risoluzione spaziale analoga a quella dell’immagine impiegata, i parametri della camera di acquisizione e degli RPC (Rational Polynomial Coefficient) che normalemnte vengono forniti (od estratti dall’header del file) con le immagini satellitari stesse.
Nell’esempio che segue é illustrata un’immagine ASTER che é stata ortorettificata utilizzando il modello numerico del terreno ottenuto dalla stessa (vedi sezione GIS > DEM > ASTER). E’ sufficiente sovrapporre il cursore del mouse sull’immagine e muoverlo all’esterno della stessa per visualizzare l’immagine non ortorettificata e quella ortorettificata. Risulta evidente come la deformazione risulti maggiore in corrispondenza dei rilievi, mentre la geometria risulta praticamente invariata in corrispondenza delle linee di riva del lago o del mare.
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