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MAZON CREEK - Carbonifero sup. 310Mda
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Situato nel settore nord orientale dell’Illinois, nelle contee di Grundy, Will, Kankakee e Livingston, il lagesrtätten di Mazon Creek ha fornito una serie di fossilizzazioni uniche, aprendo una finestra sul Pennsilvaniano (Carbonifero superiore, ~310 milioni di anni fa) su un ambiente deltaico e costiero unici. La roccia madre è chiamata Francis Creek Shale ed è formata dall'alternanza di letti di carbone e scisti argillitici di spessore da 6 a 18m.Gli organismi che si rinvengono conservano ancora le parti molli, spaziando da meduse, a vermi, crostacei, pesci e numerosi vegetali. Alcuni esemplari rappresentano i primi ed unici organismi appartenenti a taxa non ancora definiti. I fossili meglio conservati sono racchiusi in noduli di Siderite (Carbonato di Ferro) di grandezza variabile da 1 cm. ad una trentina di cm. con una grandezza media di 12-13 cm.; durante la prima diagenesi gli organismi intrappolati nei sedimenti hanno funzionato da nuclei di accrescimento per la formazione di noduli di siderite (carbonato di ferro) tali e quali si rinvengono attualmente.Il processo di fossilizzazione é stato verosimilmente rapido ed in un ambiente con basso contenuto in ossigeno (ambiente anoxico); in alcuni casi é stata conservata la colorazione d’origine e la struttura tridimensionale dell’organismo. Le collezioni più antiche di fossili risalgono alla metà dell'800 e la formazione è storicamente attribuita al Pennsylvaniano medio, ma in realtà va dal Westfaliano alla fine dello Stefaniano e probabilmente all'inizio del Permiano. L'ambiente era in prossimità dell'Equatore e della linea di costa e la situazione morfologica era simile all'attuale Sud della Louisiana. Si possono distinguere due principali biota: il Braidwood biota, caratterizzato essenzialmente da piante con vertebrati ed invertebrati generalmente di terraferma, e l’Essex biota, in cui si rinvengono in prevalenza invertebrati a corpo molle, tipici di ambiente deltizio. Ben noto é il giacimento del Peabody Coal Pit 11 in corrispondenza delle zone di scavo delle vecchie miniere di carbone abbondanti nell’area: cliccando sull’immagine a sinistra potrete scaricare il file .kmz da visualizzare su GoogleEarth e localizzante uno dei siti di estrazione.Il pit 11 attualmente é utilizzato come bacino di raffreddamento della vicina centrale nucleare di Braidwood, ma almeno un centinaio di località sono venute alla luce negli ultimi anni.. Attualmente piu’ di 50.000 specie differenti sono state classificate e collezionate nei principali musei del mondo
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I Policheti sono la classe filogeneticamente più antica del phylum degli Anellidi. Hanno un habitat essenzialmente marino ed il più grande numero di specie lo si ritrova negli Anellidi (più di 10.000 specie). Si differenziano dagli altri vermi in quanto possiedono una testa ben sviluppata, hanno come apparato locomotorio dei parapodia muniti spesso di setole (setae chitinose distribuite lungo tutto il corpo (segmentato)) e che hanno anche funzione respiratoria (gills in inglese) ed dall'assenza di clitellum (sezione piu' spessa che si rinviene per esempio nel lombrichi ed in cui vengono deposte le uova). Si differenziano in due gruppi principali: i sedentari, fissati al substrato e tubicoli, e gli erranti, generalmente predatori e muniti di forti mascelle o denti (vedi foto a destra tratta dal sito: http://bugs.bio.usyd.edu.au/Polychaetes/muscular_axial_proboscis.htm ) I Policheti sono presenti in diverse forme nel Lagerstätte di Mazon Creek.
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Tipo: Anellida Classe: Polychaeta Ordine: Phyllodocemorpha Family: Nephtyidae Astreptoscolex anasillosus
Lunghezza dell’individuo: 7cm
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Astreptoscolex era un'anellide mobile, predatore di piccoli invertebrati, vissuto durante il Pennsylvaniano e si rinviene con una certa frequenza in questo lagerstätte. Molti esemplari conservano una coppia di denti conici siti in una posizione mediana della proboscide, differenti da quelli dei vermi attuali, tranne che per alcuni membri moderni della famiglia Nephtyidae. Il genere deriva dalla parola greca forinflexible, in riferimento alla relativa apparenza rigida dei fossili che si rinvengono.
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Sovrapponete il mouse sull’immagine ingrandita per visualizzare l’immagine negativa del verme. Alcune caratteristiche (setole) appariranno meglio visibili.
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Tipo: Anellida Classe: Polychaeta Ordine: Eunicida Famiglia: Eunicidae Genere: Esconites Esconites zelus
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Non sono sicuro di questa classificazione, quindi é da prendere con relativa attenzione. Struttura elongata con numero di segmenti superiore a 30 e ben distinti, avente una dimensione di circa 3cm. Sono visibili le probabili antenne nella parte terminale (o palpi?). Secondo Thompson (1979) questa specie era predatrice, tipica dell’epifauna.
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Tipo: Anellida Classe: Polychaeta Ordine: Eunicida Famiglia: Eunicidae Genere: Esconites Esconites zelus
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Il numero di segmenti elevato (maggiore di venti) Sono ben marcate le setole ed i segmenti che caratterizzavano l’organismo; non sono visibili invece i cirri che si rinvengono talvolta in posizione anale. A lato un’immagine delle mandibole (jaws) impronte e controimpronta che si possono osservare nell’individuo. Le dimensioni sono di ~5mm in lunghezza.
Sito di provenienza: Pit 11
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Questo polichete possiede un grande numero di segmenti, da 28 sino ad 80, setole. Gli esemplari meglio conservati possiedono visibili lunghe antenne. Le mandobole possiedono un notevole sviluppo e nell’esemplare rappresentato sono poco visibili (mal conservate). Nell’immagine ingrandita a destra si possono riconoscere le setae nella parte destra dell’individuo.
Sito di provenienza Pit n°11, Braidwood
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L’inmmagine acquisita con camera CCD in cui si osserva la fine struttura delle setae associate ad un parapodia .
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Tipo: Anellida Classe: Polychaeta Ordine: Phyllodocemorpha Famiglia: Nephtyidae Genere: Didontogaster ? Didontogaster cordylina ?
Dimensioni nodulo: 3 x 4cm Provenienza: Pit n°.11
Bell’esemplare di color rosso con antenne conservate e segmenti mediani (parapodia?) piu’ sviluppati. Non sono certo dell’appartenenza al genere Didontogaster.
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Tipo: Echiura Genere: Coprinoscolex Coprinoscolex ellogimus
Dimensioni nodulo: 6.3 x 4.8cm
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Coprinoscolex appartiene ad un oscuro gruppo del phylum degli Echiura (dal greco Echis, simile ad un serpente), ristretto gruppo di vermi non segmentati ed a morfologia bilaterale. Tutti presentano uno stile di vita bentonico, detritivori. Il corpo è caratterizzato da un tronco voluminoso, cilindrico ed una proboscide che in situazioni di disturbo puo' perdere (un po come le code delle lucertole...). In Coprinoscolex non sono state osservate presenza di setae, l'apparato digerente é spesso visibile (convoluto) e la parte inferiore puo' contenere numerosi fecal pellets di aspetto simile ad un grano di riso. aventi lunghezza di circa 2mm.
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Un'eventuale presenza di segmenti é dovuta alla probabile contrazione dell'animale in conseguenza del brusco seppellimento. Risulta essere una specie comune nella fauna di Mazon Creek.
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Tipo: Arthropoda Sottotipo: Crustacea Classe: Malacostraca Sottoclasse: Hoplocarida Famiglia: Belotelsonidae Ordine: Belotelsonidea Lobetelson mclaughlinae
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Questo esemplare appartiene ad un gruppo estinto imparentato con l'ordine delle aragoste, sviluppatosi durante il Carbonifero, l'America del Nord e l' Europa. Le antenne, antennule ed le zampe sono riconoscibili abbastanza facilmente in questo esemplare. Questa specie in quanto a frequenza in numero di crostacei é la seconda nel Essex biota.
Lunghezza: 6cm
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Tipo: Arthropoda Sottotipo: Crustacea Classe: Malacostraca Sottoclasse: Hoplocarida Ordine: Aeschronectida Kallidechtes richardsoni
Dimensioni: 4cm di lunghezza
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Tipo: Arthropoda Sottotipo: Crustacea Classe: Malacostraca Sottoclasse: Hoplocarida Famiglia: Belotelsonidae Ordine: Belotelsonidea Belotelson magister
Dimensione nodulo maggiore: 7cm
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Questo esemplare appartiene ad un genere che presenta una radiazione interamente estinta dei crostacei, aventi come unico parente più prossimo i gamberi mantide. Lunghezza: 6cm
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Attualmente solo il lagerstätten di Solnhofen (Germania) e Mazon Creek hanno fornito un certo numero di esemplari di Xiphosuri (gli attuali Limuli). Nell’esemplare é conservato solo il prosoma, cioé la parte cefalo-toracica dell’organismo, manca comunque la parte toracica segmentata ed il telson, una sorta di lunga spina che assai raramente si rinviene fossilizzata. Non saprei associare con certezza questo esemplare ad un genere preciso, anche per le poche caratteristiche morfologiche osservabili; potrebbe appartenere al genere Liomesaspis laevi?.
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Regno: Metazoa Tipo: Cnidaria Classe: Scyphozoa Ordine: Rhizostomatida Genere: Essexella Essexella asherae
Dimensione: 6cm x 4cm
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Essexella, é una medusa. I primi collezionisti scartarono queste forme considerandole come semplici "blobs". Ora sono riconosciute come esemplari di medusa caratterizzata da una sorta di "cappuccio" posto sopra i tentacoli, forma che rende la silouette nel suo complesso rettangolare. La dimensione raggiunta da questi esemplari è di circa 15 centimetri di lunghezza.
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Regno: Metazoa Tipo: Cnidaria Classe: Scyphozoa Ordine: Coronatida Genere: Octomedusa Octomedusa pieckorum
Le dimensioni sono di 1.5cm di diametro per la medusa e 3.5 x 3cm per il nodulo
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Il fossile qui rappresentato appartiene ad una piccola medusa, nota come Octomedusa pieckorum (dagli scopritori Helen e Ted Pecko). Il suo nome deriva dal fatto che possiede otto tentacoli che appaiono sia sotto forma di tubercoli allungati, che come tentacoli di lunghezza pari al diametro del cappello. Negli esemplari meglio conservati, nella parte centrale é visibile una struttura rettangolare che presumibilmente corrispondeva all'apparato boccale dell'animale. Questo esemplare proviene dal famoso Pit 11 e piu' precisamente dalla JellyFish Hill, collinetta che ha dato alla luce numerosi esemplari di meduse.
Carbondale Formation Pit n°11, Peabody Coal Co., Kankakee County, Illinois
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Regno: Metazoa Tipo: Cnidaria Classe: Scyphozoa Sottoclasse: Scyphomedusae Ordine: Rhizostomatida Genere: Reticulomedusa Reticulomedusa greenei
Le dimensioni sono 6.5 x 5.5 per il nodulo
Provenienza: Chowder Flats, west Morris
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Reticulomedusa possiede una forma subcircolare con un limbo posto sul bordo della campana in posizione asimmetrica e bordo leggermente ondulato. La parte centrale, in rilevo nella foto a destra, é concava; la superficie dell’esemplare é ricoperta da fini solchi formanti un reticolo caratteristico. Foster (1979) interpreto’ queste strutture come il sistema gastrovascolare analogo a quello dei moderni Rizostomatida. R. greenei é stato rinvenuto assai raramente nei depositi di Mazon Creek.
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