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No, non é il titolo di un nuovo film di fantascienza.... ma quasi. L’avvento delle nuove tecnologie di rendering 3D, la disponibilità di una copertura di immagini satellitari su tutto il pianeta blu ed un modello numerico del terreno a risoluzione di 90m globale, non hanno tardato a portare qualche mente illuminata a creare e mettere in linea il piu’ bell’atlante mondiale che abbia mai visto. Non sono pagato da Google per quanto sto dicendo, ma vale veramente la pena scaricare il soft da www.googleearth.com ed installarlo; evidentemente una linea ADSL ad alta velocità é piu’ che consigliabile.
Le immagini che propongo sono solo alcune delle centinaia che potete scoprire voi stessi visitando magari il deserto del Gobi, l’Altiplano Boliviano, le falde Andine, le Montagne Rocciose o l’Appennino Umbro-Marchigiano. Un’occhio “geologico” attento saprà sicuramente riconoscere le megastrutture che scorreranno silenziose sullo schermo.... se poi avete modo di collegare la televisione al PC o proiettare su parete, la serata é garantita.
Come informazioni tecniche, tanto per non perdere il senso scientifico di questo sito, posso dirvi che le immagini satellitari sono un mix di immagini Landsat ETM+ pansharpened ( immagini a colori a 30m di risoluzione spaziale fuse con un’immagine in bianco a nero a 15m) e di immagini QuickBird a 70cm di risoluzione, variabile in funzione della posizione del sensore durante la fase di acquisizione). La differenza tra le due la vedrete voi stessi.
Il modello numerico del terreno presumo che sia l’oramai famoso SRTM a 90m di risoluzione, su cui sono state sovrapposte le immagini. Trattandosi di una risoluzione spaziale assai elevata ho idea che quello visualizzato sia un DEM ricampionato; la tecnica di visualizzazione su schermo, tipo VRML (Virtual Reality Macro Language) ne ha alterato leggermente la precisione: per esempio andate sul promontorio di Portofino (Liguria orientale, Italia) e visualizzate in 3D: il mare non si presenta ad angolo retto tra la costa ed il rilievo soprastante. Oppure osservate la Gola del Furlo (struttura anticlinalica di sovrascorrimento) in prossimità di Fossombrone ed Acqualagna in provincia di Pesaro. Insomma nessuno é perfetto, ma per il lavoro e la tecnologia utilizzata per visualizzare tutto cio’ non posso far altro che piegare il capo.
Peccato che siano sempre da oltrealtlantico che arrivano queste tecnologie, qua in Europa (lasciamo perdere poi l’Italia) la distribuzione dell’informazione é fatta con il contagocce (e male)... ma questo é un’altro discorso.
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