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In occasione del 5th EARSeL SIGIS workshop “IMAGING SPECTROSCOPY: Innovation in Environmental Research” tenutosi nella stupenda citta belga di Bruges ho avuto modo di incontrare il Dr. Alessandro Balducci. In seguito ad una “sbirciata” sul queste pagine, mi ha inviato gentilmente alcuni commenti sulle caratteristiche del crocefilo e come trattare l’immagine spettrale. Riporto di seguito il suo testo integrale, che spero possa risultare utile a chi interessato:
[...] Per quanto riguarda l'FFT volevo suggerirti una spiegazione dell'effetto "crocefilo" che è presente nello spettro di Fourier di quasi tutte le immagini digitali siano esse telerilevate o no. La presenza di queste due barre a forma di croce dipende da due motivi diversi. 1) Il primo motivo è connesso al fatto che l'FFT calcola la trasformata di Fourier di segnali bidimensionali periodici. L'algoritmo periodicizza l'immagine che tu gli passi replicandola in tutte le possibili posizioni adiacenti senza sovrapposizione in modo da piastrellare tutto il piano x-y. L'FFT calcola la trasformata di Fourier di questa super immagine periodicizzata che si estende fino ad infinito in tutte le direzioni del piano. Purtroppo però l'immagine iniziale non è un segnale periodico e questa sua replicazione in tutte le posizioni adiacenti genera dei salti d'intensità molto forti ai bordi, la dove il bordo dx si congiunge al bodo sx, etc. L'insieme di queste discontinuità di salto distribuite su un grigliato ortogonale nel dominio della superimmagine è in parte responsabile dell'effetto "crocefilo". Se vuoi eliminare questo contributo devi apodizzare l'immagine prima di farne l'FFT. Ciò significa che devi moltiplicare l'immagine per una funzione "a campana" (ad esempio una gaussiana) che vada a zero in modo continuo su tutti i bordi dell'immagine. La funzione di apodizzazione varrà uno al centro (e forse in un'ampia zona centrale) dell'immagine. Questo ridurrà il crocefilo senza toglierlo del tutto. 2) Il secondo motivo risiede in una proprietà matematica più complicata: l'immagine di cui calcoli l'FFT è in realtà limitata da un campo di vista che ha forma rettangolare. Essa è l'immagine estesa (ad esempio l'immagine di tutta l'Europa) moltiplicata per una funzione di pupilla rettangolare, ad esempio il prodotto di due funzioni rect(x/L) per rect(y/H), dove L ed H sono le due dimensioni dell'immagine. Quando fai la trasformata di Fourier di questo prodotto, in virtù del teorema della convoluzione ottieni la convoluzione del vero spettro dell'immagine estesa (senza crocefilo) per lo spettro del prodotto delle due rect(). Quest'ultimo termine è dato dal prodotto di due funzioni sinc(Lfx)sinc(Hfy). Ora lo spettro dell'immagine estesa (qualunque essa sia) ha sempre un picco d'intensità enorme a frequenza nulla (numericamente uguale alla somma delle intensità dell'immagine in tutti i suoi pixel), che da un punto di vista pratico si comporta come una delta di Dirac. Nel prodotto di convoluzione questo picco centrale aggiunge allo spettro dell'immagine le due sinc() in questione, una orizzontale ed una verticale, centrate sul centro dell'immagine. Queste due sinc() contribuiscono all'effetto crocefilo. Se vuoi eliminare questo contributo all'effetto crocefilo devi semplicemente annullare il valore medio dell'immagine prima di eseguire l'FFT. Per questo scopo converti l'immagine in virgola mobile, possibilmente in doppia precisione. Poi calcola la media dell'immagine (somma tutti i pixel e dividi il risultato per il numero di pixel nell'immagine) e sottraila da ciascun pixel di essa. L'immagine che ottieni avrà media nulla e, se ne calcoli l'FFT vedrai un effetto crocefilo estremamente basso. Attenzione però nel calcolo della media è molto importante utilizzare una precisione molto alta, altrimenti l'effetto crocefilo sopravviverà. In pratica, il calcolo non lo si può fare in una rappresentazione intera dei dati. Se vuoi ridurre fortemente l'effetto crocefilo prima devi annullare la media dell'immagine, quindi devi apodizzare l'immagine risultante. A questo punto se fai l'FFT il crocefilo sarà poco visibile e talvolta scomparso.
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